Con colpevole ritardo, il mio racconto di ben 3 concerti...
Cesare Basile, 17 febbraio, Corte dei Miracoli
Basile, pur non essendo una star, non e' nemmeno l'ultimo arrivato, e infatti la Corte si riempie di gente venuta ad ascoltarlo. Solo che poi molta di questa gente, visto che la musica non si prestava al pogo, ma richiedeva invece un ascolto attento, dopo circa 40 minuti (di un'esibizione che e' durata un'ora e mezza scarsa) ha cominciato a lasciare la sala del concerto per rifugiarsi nella zona bar o per andare via...
Sicuramente l'ultimo cd di Cesare Basile (di cui trovate una recensione sul blog Buone Frequenze) non rende dal vivo quanto su disco, ma probabilmente il pubblico si aspettava qualcosa di piu' rockettaro, mentre Basile ha intrapreso un percorso che dal primo cd, "Stereoscope", decisamente rock, lo ha portato a scrivere ballate sempre piu' delicate, strascicate, crepuscolari, che richiedono un ambiente e un pubblico raccolto che le ascolti piu' che cercare di ballarle.
Personalmente, avendo ascoltato il nuovo cd "Hellequin Song" soltanto dopo il concerto, devo ammettere che non mi aveva preso molto dal vivo, poiche' di canzone in canzone le atmosfere sonore si ripetevano abbastanza, le parole si capivano poco, e la scaletta era incentrata soprattutto sull'ultima produzione. Pero' non si puo' nemmeno dire che sia stato un brutto concerto, semplicemente il nuovo Basile e' questo, non quello dall'anima rock degli inizi. Il mio consiglio quindi non e' di evitare di andarlo a vedere se capitasse dalle vostre parti, ma di ascoltare bene l'ultimo cd prima di comprare il biglietto.
Amari, 3 marzo, Corte dei Miracoli
Appena arrivati alla Corte dei Miracoli, il palco dove si esibiranno gli Amari appare pieno dei normali strumenti, ma anche di una decina di tubi di neon di vari colori; i nostri si presentano poi sul palco con pantaloni grigi tutti uguali e felpe ognuna di un colore diverso... tutto cio' li fa assomigliare un po' a dei Cavalieri Yedi (visti anche i tubi di neon che sembrano delle spade laser tipo Guerre Stellari), o forse piu' ai Cavalieri dello Zodiaco, ma ottiene un bell'effetto visivo, colorando la stanza dove si tiene il concerto, che di suo e' abbastanza spoglia.
Gli Amari su cd suonano piu' elettronici (ricordano un po' l'esperimento che avevano fatto i Soerba, se qualcuno li ricorda, ma lo portano a compimento con piu' convinzione e talento); dal vivo invece sono piu' rock, e le sonorita' di alcuni pezzi ("Conoscere gente sul treno", "Tremendamente belli") non hanno niente da invidiare a certi pezzi di certi gruppi punk-funk (Radio 4, Bloc Party, Franz Ferdinand, ecc.).
Il concerto parte con una prima parte piu' hip hop, prosegue con una centrale piu' intima (in cui spicca la bellissima "Campo Minato"), e si conclude con una terza parte piu' funk-rock-punk funk, in cui trovano spazio pezzi che erano (o diventano live) abbastanza ballabili.
Gli Amari rivelano dal vivo anche un risvolto psichedelico-elettronico, che viene fuori nelle versioni di pezzi come "Whale Grotto", tratto dal primo cd "Apotheke", o "Venere non ritorna", che conclude il concerto.
La mia opinione? Un bel concerto, anche se la parte centrale risulta a tratti un po' monotona (ma solo un po').
Un altro racconto di questo concerto lo trovate sul blog del collega radiofonico hallustaff.
P.s. In questi giorni ho comprato, in offerta a 5 euro, il primo cd degli Amari, "Apotheke". Anche se "Grand Master Mogol" e' piu' bello, la canzone "Apotheke" che da' il titolo al cd e' un vero gioiellino.
Vinicio Capossela, 9 marzo, auditorium-discoteca Essenza
Non sono mai stata una grande fan di Capossela, pero' di quest'ultimo concerto non si puo' che dirne bene. L'ambientazione visiva e scenografica e' curatissima: un teatro di ombre cinesi sullo sfondo che ipnotizza lo spettatore, luci che colorano le atmosfere a seconda delle canzoni, Capossela istrionico e gran maestro di cerimonie che cambia abiti, movenze e strumenti ad ogni pezzo. Insomma, uno spettacolo quasi teatrale, con una parte iniziale e finale piu' propedeutiche al ballo e al pogo, mentre in quella centrale trovano spazio le canzoni piu' tranquille e suggestive. L'unica pecca e' che i testi delle canzoni piu' ritmate diventano un'unico groviglio sonoro con la musica. 
Se siete dei fan di Capossela, sicuramente godrete moltissimo dei concerti di questo tour (qui trovate una recensione della data di Firenze). Se invece come me non lo siete, potrete apprezzare la parte spettacolare e visiva del concerto.
(sbaglio o sento una voce che chiede perche' non mi piace Capossela? non posso dire che non sia bravo, ma anche se trovo intriganti i suoi testi, e quando li mette in primo piano, come in un radiodramma andato in onda qualche anno fa a Natale, lo stesso non posso dire delle sue musiche)